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Storie di vita migrante il futuro dopo la fuga

09.08.2015
Storie di vita migrante il futuro dopo la fuga

Il fenomeno osservato neIla Marca per 20 anni

TREVISO - Vent'anni di immigrazione nel trevigiano attraverso le voci di dieci migranti, oggi nostri vicini di casa.
 È "Storia di vita migrante", il libro edito da Terra Ferma che, attraverso interviste raccolte e poi composte dai partecipanti ad un corso di scrittura creativa tenuto dall'Arci di Treviso, affronta la grande "avventura" di dieci persone lontane dalla propria terra, dalle proprie radici e dai propri affetti che si sono avventurate in un paese straniero alla ricerca di un futuro migliore. Arrivano dal Burkina Faso, dal Congo, Senegal, India, Marocco,
Albania, e ci sono anche figli di immigrati italiani in Argentina che a loro volta sono immigrati in Italia. Tra di loro c'è chi si è laureato in Giurisprudenza a Bologna, altri che la laurea l'avevano conseguita o stavano per conseguirla al loro paese; erano medici, insegnanti o studenti. C'è chi è scappato da difficili situazioni economiche, chi da terribili guerre. In alcuni casi affrontando viaggi clandestini durati diversi mesi, attraversando
paesi, deserti e poi il mare; a piedi o con mezzi di fortuna. Tutti, nei loro racconti, parlano dei loro affetti, i loro
cari, i familiari e la terra natale che resta sempre nel cuore. Tra di loro, Longo Issya, in Italia è diventato scrittore
perché, come sostiene, «è importante convincere le persone a leggere, perché è importante conoscere le cose. Nel quartiere dove vivevo arrivavano persone da tutto il mondo. Però si incrociavano e non si conoscevano. Invece ci sono delle storie che queste persone portano con sè, che è bello sapere. E allora io scrivo per far conoscere delle storie di vita vissuta».
Sono testimonianze positive che parlano di diversità, opportunità, crescita e ricchezza. E anche di solidarietà e accoglienza, come la Cooperativa Una Casa per l'Uomo di Montebelluna, che cerca di «abbattere muri e costruire ponti».
L'eventuale ricavato dalle vendite del libro, verrà destinato a progetti e attività a utilità sociale promossi dalla cooperativa Una Casa per l'Uomo.

Chiara Voltarel