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Arte | Obraz

Grisha Bruskin. An Archaeologist's Collection

Prezzo: 20.00€ (-15%) 17.00 €

Grisha Bruskin. An Archaeologist's Collection

  • A cura di: Giuseppe Barbieri e Silvia Burini
  • Testi di: Grisha Bruskin, Silvia Burini, Giuseppe Barbieri, Ekaterina Bobrinskaja, Sauro Gelichi, Boris Groys, Mikhail Jampolski, Marcello Miccio
  • Collana: Obraz
  • Pagine: 152
  • Immagini: 120
  • Formato: 21,5x24,5
  • Confezione: brossura con alette
  • ISBN: 978-88-6322-266-1
  • Note:

    ATTENZIONE: EDIZIONE IN LINGUA INGLESE

    ENGLISH EDITION ONLY

Il libro

La 56a Biennale di Venezia torna a confrontarsi con le macerie della storia degli ultimi secoli, con il cambiamento incessante delle ideologie. “La collezione di un archeologo”, il progetto dell’artista russo Grisha Bruskin ospitato nell’ex-chiesa di Santa Caterina, tra i più rilevanti Eventi Collaterali di quest’anno, si inscrive in modo molto pertinente in questo scenario.

Le origini di questa complessa installazione vanno rintracciate nel vasto dipinto che ha imposto Bruskin all’attenzione di pubblico e critica: “Lessico fondamentale” (1986), l’archiviazione visiva di oltre 250 normotipi dell’umanità sovietica. Quello che allora poteva apparire come l’affresco di un’antropologia immutabile si è rivelato, appena pochi anni dopo, l’analitica testimonianza di un impero improvvisamente scomparso, di un sistema collassato e imploso. Da questa sua sconfinata rubrica di personaggi Bruskin dopo il crollo dell’URSS (1991) ha ricavato una serie di statue, quasi a grandezza naturale. Le ha poi frantumate, ha fuso in bronzo i frammenti più rilevanti, li ha interrati nella campagna toscana e dopo tre anni ha organizzato una vera e propria campagna di scavo archeologico per riportarli alla luce. È quanto osserveremo nella mostra veneziana. Un sito archeologico perfettamente ordinato, in cui rintracciare l’ordine apparente del potere e il concreto disordine della storia.